Riccardo Veltroni 

Perchè fai il fotografo?

Ho cominciato con mio babbo all'età di 8 anni, reggendo il flash. Dopo sei anni ho preso in mano la prima reflex e solo a 18 anni ho fatto il mio primo matrimonio da solo. Un vero motivo non c'è, ci sono entrato dentro per dare una mano e poi mi sono stato preso dal vortice affascinante della fotografia.

Cosa ti affascina di questo lavoro?

Della fotografia mi piace ciò che mi regala ogni giorno: il saper vedere una luce, un ombra, un colore o una smorfia e riuscire ad emozionarmi per questo. Non è facile da spiegare, ma è meraviglioso rendersi conto di avere questo grande privilegio.

Quale tipo di fotografia fai e perchè?

Nel tempo mi sono specializzato in quella di matrimoni è anche quella dove io mi identifico, diverto e appassiono di più.

Sembrerà incredibile , soprattutto a chi mi conosce, ma ogni volta che salgo le scale per andare a casa della sposa o dello sposo è sempre come la prima volta:

pura emozione!

Come ti approcci al tuo lavoro?

Da quest'anno ho trovato una collaboratrice, non le faccio i complimenti altrimenti si gasa troppo, un vero vulcano di idee, sensibile, appassionata, ma soprattutto brava e posso garantire, anzi ho la certezza che quando siamo insieme diamo il meglio di noi e facciamo dei servizi fotografici che ci riempiono di soddisfazioni. Ho così scoperto che avere qualcuno con cui confrontarsi continuamente, oltre a sè stessi o agli sposi aiuta a crescere e a sviluppare sempre nuove idee e prospettive! e così nascono scatti mai immaginati, scorci e dettagli che spesso esprimono tutti il sentimento che gli sposi stanno riponendo nel loro grande giorno.

Per farla breve mi piace pensare che la mia fotografia può sempre evolvere in qualcosa di nuovo e che ogni matrimonio porterà con sè qualche nuova scoperta oltre che nuove emozioni.

Amaranta Biancheri Mantovani 

 

Non mi risulta facile descrivermi! Un grande fotografo mi definì “ERMETICA” e a mio avviso non sbagliò di molto! Allora partiamo dall’inizio l’occhio fotografico me l’ha tramandato Freddy, secondo marito di mia madre, scomparso a giugno del 2012; da lui ho ereditato una Grande passione, un cognome aggiuntivo, un corredo di obbiettivi storici, che uso quotidianamente (mi piace pensare che il mio sguardo passi dove una volta passava il suo… è come avere ancora qualcosa in comune!)  mi fece iniziare ancora bambina, con carta penna libri, rullini e fotografie stampate… tanti rullini… quando, o scrivevi come avevi scattato la foto, o tanti saluti e vai a sapere tempi e diaframmi. Ho imparato le basi, ho studiato, ho frequentato una scuola a Roma (La Graffiti con il maestro, Gianni Pinnizzotto). Poi sono arrivati i miei tre bimbi, ed ho abbandonato tutto, gli occhi erano solo per loro, quando mi sono riaffacciata alla fotografia c’era il digitale… un mondo cambiato… questo cambiamento non mi attraeva… quindi ho aspettato un altro po’… poi un giorno ho avuto nostalgia del rumore dell’otturatore, di occhi strizzati a cercare un particolare… e allora sono partita direzione Fotonova a comprare “Camilla” la mia prima reflex digitale… poi “Diamante” ed ora affiancata da “Ilde”. Il mio percorso professionale però è stato un altro…in tutto questo tempo mi sono laureata, sono diventata un tecnico di laboratorio (professione che tutt’oggi svolgo part time) è relativamente poco che anche la fotografia è diventata una professione! in pratica sono divisa tra scienza e arte; fotografa e tecnico di laboratorio, non so più immaginare la mia vita senza una o l’altra attività. Nell’ultimo periodo un po’ per amicizia un po’ per passione è nato un progetto, piano piano ha preso forma e nome; così dalla collaborazione con Riccardo Veltroni e nato: BIANCA e NERO! Ci sono situazioni in cui reputo la fotografia una cosa individuale intima tra fotografo e fotografato, poi ci sono eventi dove la collaborazione mi stimola mi dà brio, per questo andare a fare le foto ad un matrimonio senza Riccardo è come se mi mancasse un pezzetto le nostre idee si agganciassero per creare quella catena di ricordi che ha reso felice gli sposi per cui abbiamo lavorato! E questo mi rende felice e mi dà quella gratificazione che dà la carica tutte le mattine 

E’ l’unica passione per cui qualche volta mi muovo senza i miei figli, e chi mi conosce sa che capita molto raramente! Anche perché sono i miei soggetti preferiti, fonte di grandissima ispirazione!

In conclusione credo che un giorno senza foto è come se fosse senza ricordo… quando si trova una vecchia foto dimenticata in qualche cassetto subito la mente vola ad un passato anche molto lontano riportandoci alla mente una persona un gioco un luogo dimenticato e vecchie emozioni… o magari fa da ponte dandoci la possibilità di incontrare qualcuno nato in un’epoca diversa…

Una foto è un attimo di eternità.